L’ULTIMO FUTURISTA SI RACCONTA
Torino – Si chiama Arrigo Lora Totino,
ed è uno dei padri della poesia sonora italiana (mix di poesia, arte e musica),
nonché l’ultimo grande futurista vivente. Giuseppe Biasutti l’ha intervistato per il Borghese del Nord, ed il grande artista – ideatore della “poesia
ginnica”, incontro tra mimica e parole- ha spiegato,
ad esempio, perché Stravinsky sia da considerare un
musicista futurista, o perché Eugen Gomringer sia uno dei tre-quattro
padri della poesia concreta. “Gomringer ha studiato Mallarmè, e le sue poesie di allora le chiamava
costellazioni. Costellazione era la parola principe, una
stella vicina all’altra, una parola vicina all’altra, ogni parola era
una stella”, spiega Lora Totino. Che
traduce la sua esperienza artistica nella verbotettura, l’architettura
verbale. E ricorda il poeta Caruso, del quale
divenne amico in occasione di una conferenza al Dams,
il musicista Enore Zaffiri ed il pittore Sandro De Alexandris. In quattro fitte colonne d’intervista esclusiva
– sul numero 2, gennaio 2010, de il
Borghese del Nord - l’ultimo grande rappresentante
di uno dei più densi momenti culturali della storia artistica d’avanguardia ci
illustra gli sviluppi del manifesto della declamazione sinottica di Martinetti del
1916. A quest’ultimo, proprio in questi giorni, sono
dedicate molte iniziative culturali alla memoria.