MONTANELLI E NOI

 

MilanoMontanelli e noi. Con questo titolo la redazione de il Borghese del Nord ha voluto ricordare (sul numero 2 in edicola, gennaio 2010) la grande eredità che il noto giornalista ha lasciato agli italiani; un insegnamento, prima che professionale, etico e morale, del quale, non a torto, i redattori del mensile intendono farsi continuatori. E così, prendendo spunto dalla mostra inaugurata il 23 dicembre scorso al Museo di Storia Contemporanea di Milano, Omaggio a Indro Montanelli 1909-2009, curata da Mario Cervi con Luigi Mascheroni in occasione del centenario della nascita del giornalista toscano, la redazione de il Borghese del Nord tratteggia per noi un originale ritratto di questo padre del giornalismo (un giornalismo che, mi si consenta, negli ultimi anni ha visto ben pochi eguali o continuatori). “Anche negli attacchi più cattivi, Montanelli dava l’impressione di usare il fioretto, o di intingere la penna nel veleno, mai però nel fiele”, scrive la redazione. Che ricorda il momento di rottura con Berlusconi, le polemiche con Fortebraccio de L’Unità e i giudizi sulle nascenti forze di centro laiche in antitesi alla DC e al PCI. Senza dimenticare quegli insegnamenti e quelle considerazioni su “noi italiani” che oggi possiamo rileggere come suoi straordinari testamenti spirituali, da parte di chi aveva l’occhio lungo sugli affari italiani e, con grande acume, seppe prevedere fatti e situazioni con un ventennio d’anticipo.

Lu. Mar.



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