DUE PAROLE SUL MONDO ISLAMICO

 

Cosa unisce gli arabi? Forse, la religione. In nome di Allah si ritrovano fratelli, anche se ciascuno lo invoca a modo suo. L'Islam (sottomissione a Dio) ha un miliardo di fedeli, la cui vita è minuziosamente regolata dal Corano, il libro sacro che raccoglie le rivelazioni di Dio a Maometto sul monte Hirà. Gli hadith e la Sunna, cioè ciò che Maometto disse e fece, costituiscono assieme al Corano la Sharía, "il sentiero da seguire".

I sunniti accettano la tradizione classica; gli sciiti invece disconoscono le successioni del Profeta e si rifanno ad Alì, cugino e genero di Maometto, ritenuto suo legittimo successore (Califfo), al posto del suocero e fidato amico Abu Bakr al-Siddiq, che storicamente prese il posto di Maometto a capo della Ummah, la comunità dei fedeli (Maometto non aveva indicato un suo successore e, alla sua morte, ciò scatenò aspri conflitti che durano tuttora). Gli sciiti rappresentano solo il dieci per cento dei musulmani, e sono particolarmente presenti in Iran. Attendono la riapparizione del vero Imam, il dodicesimo Califfo, da loro ritenuto il vero successore di Maometto che, dicono, si nascose in una caverna per sfuggire alle persecuzioni.

Libro base dell'Islam è il Corano (Qu'ran, recitazione, e difatti si legge salmodiando ad alta voce), 114 sure o capitoli, 6200 versetti, 77934 parole (musulmani molto devoti lo conoscono tutto a memoria). Le rivelazioni in esso contenute non vennero raccolte in una sola notte, sul monte Hirà, ma nell'arco di vent'anni, tra il 610 ed il 630. In quel periodo Maometto era spaventato dal proliferare dell'idolatria e dalle diversità fra le varie grandi religioni, quando sulla Terra "scesero gli angeli con il permesso di Dio" e gli annunciarono che lui era il messaggero. Le rivelazioni iniziarono con il Profeta che cadeva in estasi all'apparizione dell'angelo Gabriele; questi, a quanto pare, si esprimeva a volte in modo confuso; le sue frasi, riferite da Maometto ai discepoli, venivano infine trascritte su pezzi di cuoio, foglie di palma, cocci di vaso, ossi di cammello e qualunque altra cosa a portata di mano. Il risultato fu che, con il procedere delle conversioni, nacquero molte sette, conventicole e fazioni politiche che, per convalidare i propri interessi, attribuirono al Profeta frasi e parole mai dette. Sorse allora una scienza degli hadith (ahâdîth, secondo un'altra grafia) per distinguere quelli genuini dai falsi. Uno dei più eminenti teologi, il turco Bukhârî (818-870), su 20.000 hadith in circolazione ai suoi tempi ne selezionò solo 2.762 come autentici (il suo lavoro, rifiutato da molti islamici dell'epoca, venne poi raccolto in un'opera intitolata Sahîh, rimasta come punto di riferimento per molti autori successivi).

Il dottor Abdul Hadi Palazzi, dell’Associazione Musulmani d’Italia, ci ha proposto questa suddivisione: "Nell'Islam esistono due grandi correnti antiche (sunniti e sciiti duedecimani) ed altri gruppi antichi minoritari (kharigiti, zayditi, ibaditi, ismailiti, drusi, alawiti, ecc.), alcuni dei quali si sono estinti. C'è un movimento di riforma secolarizzante in epoca moderna (wahhabismo), suddiviso in molte correnti (Fratelli Musulmani, ansar as-Sunnah, jamaat-e Islami, talebani, ecc...); troviamo poi alcuni culti contemporanei (Moorish Temple of Islam, Nation of Islam, submitters, Ahl-i Allah, Nazimi-Qubrusidi, ecc...), tutti americani, ed in genere non considerati islamici dagli aderenti alle confessioni storiche".

Sebbene l'Islam sia la religione di stato in tutti i Paesi a maggioranza musulmana, solo l'Iran è una repubblica coranica, che si affida totalmente ad un capo spirituale. La Turchia, ad esempio, abrogò negli anni Venti la legge coranica e sancì la separazione tra potere religioso e stato. In Libia, Algeria, Siria e nell’Irak all’epoca di Saddam Hussein vigeva addirittura un regime socialista o sinistreggiante.