ISLAM, OPPORTUNITÀ O SCONTRO DI
CIVILTÀ?
Milano – È un vero e proprio mini dossier
sulla presenza islamica in Italia quello che troviamo sul numero 2 de il Borghese del Nord. Alla questione – non religiosa ma
culturale – dei rapporti con esponenti del mondo musulmano e con le richieste,
sostenute perlopiù dalla parte laicista italica, il mensile dedica diversi
articoli. E così dal Vaticano il sedicente “Lo Svizzero” (pseudonimo dietro il
quale si vocifera si celi persona molto addentro alle cose vaticane) torna
sulla questione del referendum cantonale sui minareti – rammentandoci come la
Svizzera sia nata nel 1291 “nel nome del Signore” – e sulla sentenza, definita “miope”,
della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha imposto la
rimozione del Crocifisso, ignorando che esso sia,
oltre che un simbolo religioso, “un simbolo metareligioso
e metaconfessionale”. Andrea Gibelli,
onorevole, autorevole esponente della Lega Nord, in un pezzo su integrazione e fondamentalismo, giudica la nascita di partiti islamici in
Italia come “un pericolo” (ancora una volta la questione appare politica; la
religione non c’entra; semmai è l’uso che della religione si fa che viene analizzato). Alexandre Del Valle, da Bruxelles, affronta il problema nell’ottica
della “via antioccidentale dell’alleanza con il mondo islamico e quello cinese”,
che vedono Mosca e Caracas capofila di un nuovo genere di Guerra Fredda (troppo
spesso, in effetti, si dimentica che, caduto in Occidente il comunismo, esso si
stia riciclando altrove, conquistando gradatamente il Terzo Mondo: Africa e Sudamerica); un pezzo da leggere assieme all’articolo di
Alberto Rosselli, La
Cina colonizza Asia e Pacifico, in quanto dà la misura di come – sin troppo
rapidamente e male – si stia ridisegnando lo scacchiere geopolitico
mondiale. Davide Boni, assessore regionale al Pirellone, firma un pezzo sul “no lombardo alle moschee”;
ma si dà voce anche alla controparte, all’Islam moderato e degno di rispetto e considerazione,
con la seconda parte dell’articolo di Abd al-Wahid Pallavicini
su Il simbolismo della croce e René Guénon. Uno scritto di grande valore filosofico, simbolico e religioso, ad opera di
chi ama l’Italia e vi si integra.