«Il gruppo di personalità che è all’origine del nazismo è un’associazione di intellettuali formatasi in un ambiente culturale la cui nota dominante è la componente occultista. Partendo da convincimenti comuni questo gruppo di intellettuali deve aver visto nel Führer un uomo ricco di quelle particolari doti che rendono adatti ad assumere una determinata leadership. Doti forse quasi medianiche.» Giorgio Galli
Le EDIZIONI LINDAU presentano
Giorgio Galli con Paolo A. Dossena
INTERVISTA SUL NAZISMO MAGICO
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Edizioni Lindau | Collana «I Leoni» | pp. 278 | euro 18,00 | ISBN 978-88-7180-859-8 | aprile 2010
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Come viene visto oggi, nella nostra società rappresentativa, il nazismo magico?
Nei miei libri su questo fenomeno dicevo che questa cultura va studiata come qualunque altro fatto storico, senza accettare l’argomento che l’orrore non può essere studiato. Ecco perché nel 2002 ho introdotto e curato la riedizione del Mein Kampf di Hitler.
Credo infatti che la storiografia sul «male assoluto» si sia involontariamente trasformata in contributo alla mitografia. Così (tra evocazioni del Santo Graal, richiami all’avatar dell’induismo, suggestioni di cerimonie da magia nera, romanzi di fantastoria sul «se Hitler avesse vinto»), il «male assoluto» del nazismo si trasforma in una sorta di fascino dell’orrore. Col risultato che le giovani generazioni potrebbero finire per vedere nel Führer il «grande ribelle», il Lucifero che ha sfidato il Dio dell’omologazione culturale e del consumismo acefalo.
Giorgio Galli e Paolo Dossena
Il politologo e saggista Giorgio Galli torna sul nazismo magico e lo fa discutendone con lo storico e giornalista Paolo Dossena.
Esiste una tradizione esoterica occidentale? Sotto quali forme si manifesta? Qual è il rapporto tra questa cultura «altra» e le diverse forme politiche di matrice razionalistica dell’Occidente? E tra esoterismo e nazismo? Hitler e i vertici del partito erano in possesso di una dottrina segreta? Che cosa è invece possibile dire riguardo alle altre dittature del XX secolo? E in che modo, oggi, la democrazia rappresentativa si rapporta a questa cultura alternativa?
Frutto di cinque anni di lavoro, questo libro è molto più di un tentativo di rispondere alle domande su una tradizione occidentale occulta, dai contorni ancora incerti: è un viaggio appassionato e appassionante dalle origini del sapere umano fino ai giorni nostri, che, affacciandosi sul futuro prossimo, disegna un suggestivo panorama del mondo attuale.
Gli Autori
Giorgio Galli è stato docente di storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Milano. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il decennio Moro-Berlinguer. Una rilettura attuale (2006), Enrico Mattei: petrolio e complotto italiano (2005), Hitler e il nazismo magico (2005), Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi (2005), I partiti politici italiani, 1943-2004 (2004). Presso le Edizioni Lindau ha pubblicato La magia e il potere (2004), La venerabile trama (2007) e Le coincidenze significative (2010).
Paolo A. Dossena è nato nel 1968; nel 2002 ha pubblicato Hitler e Churchill, Mackinder e la sua scuola. Il suo libro Le frontiere dell’odio (2009) è stato ritirato dal commercio a causa di sostanziali divergenze sorte tra l’autore e l’editore a proposito dell’editing. Per Rizzoli, Dossena ha parzialmente tradotto e curato la riedizione della Seconda guerra mondiale di sir Winston Churchill, per la quale ha scritto un breve saggio introduttivo, e Il grande terrore di Robert Conquest. Scrive e collabora con quotidiani e periodici.
Dal Libro
Quasi più nessuno ormai dubita che il pensiero di Hitler sia nato in una cultura impregnata anche dall’occultismo (l’ariosofia, ovvero la versione razzista della teosofia, la «dottrina segreta» di Madame Blavatsky).
Merito di Giorgio Galli (classe 1928) fu quello di essere tra i pionieri dello studio di questo fenomeno (ancora vent’anni fa i suoi studi sull’argomento furono accolti negli ambienti accademici con atteggiamenti oscillanti tra la sufficienza e la diffidenza).
Il problema, quindi, non è chiedersi se Giorgio Galli abbia ragione o torto, bensì fino a che punto abbia ragione.
Io per esempio sono d’accordo con quanto scritto da Nicholas Goodrick-Clarke, George L. Mosse, Joachim Fest e Detlev Rose. Questi quattro autori hanno detto le stesse cose, che possono essere così riassunte: Hitler è in possesso di una «scienza segreta» (un esoterismo e un misticismo naturistico); è sicuramente influenzato dalle tematiche millenaristiche e manichee dell’ariosofia; questo occultismo, questo romanticismo nazionalpopolare, è quello dei suoi primi anni (da Lanz von Liebenfels alla Thule-Gesellschaft) e tutto questo costituisce, sia pure in forma rudimentale, il nocciolo delle sue concezioni. Ma già dopo il 1919 gli ariosofisti e la società Thule diventano superflui e l’evoluzione del nazionalsocialismo di Hitler segue le proprie leggi.
Questi autori sono d’accordo nel dire che fin dall’inizio della sua carriera politica e poi nel Mein Kampf (il suo programma politico, pubblicato nel 1925), Hitler rivolge aspre critiche ai «riformatori religiosi» di estrazione nazional-patriottica, ai «settari», agli adepti dei culti, ai circoli cospiratori, agli studi occulto-razzisti, ai «vaneggiamenti accademici völkisch» (quello völkisch è il movimento nazional-patriottico con queste infiltrazioni occultiste). Quella gente, dice il Führer con disprezzo, è zavorra, un peso morto nella lotta decisiva per la salvezza della Germania; il vero movimento deve toglierli di mezzo. Hitler favorisce dunque l’incendiaria oratoria antisemita (gli ebrei sono il nemico totale e assoluto) e l’attivismo militante diretto, le principali caratteristiche del suo partito. Il Führer si disinteressa quindi alle idee völkisch relative alle antiche istituzioni e tradizioni germaniche, alle propensioni all’archeologia e ai cerimoniali, alla descrizione di un’età dell’oro preistorica, di una casta sacerdotale gnostica e di un’eredità segreta occulta. Tutto questo è fin dall’inizio relegato sullo sfondo, come appannaggio di pochi sostenitori di retroguardia. Impossibile conciliare l’élitismo delle sette con le esigenze di un grande movimento di massa; Hitler, ottimo organizzatore, lo ha capito benissimo, poco importa se fino a poco prima intratteneva rapporti con il veggente Hanussen, astrologo e indovino che sarà poi assassinato dagli stessi nazionalsocialisti.
Così quando nel 1933 Hitler giungerà al potere, i concetti spiritualistici e teosofici verranno ulteriormente relegati «sullo sfondo», e i suoi assertori «messi a tacere o ignorati. Nonostante preminenti personalità del partito, da Himmler a Rosenberg, a Darré, a Hitler stesso in privato facessero propria questa o quella versione di tali idee, in generale il partito ufficialmente appoggiava soltanto il risvolto antiebraico dei culti spiritualistici».
E le versioni «di tali idee» erano tante: tra i nazionalsocialisti influenzati dalla teosofia alcuni avevano abbandonato il cristianesimo giudaico per il culto del Sole, altri vedevano nel partito la premessa per «il completamento della riforma protestante».
L'Indice
5 Hitler, Giorgio Galli e l’occulto (punto di vista dell’intervistatore)
53 Guida ai capitoli
INTERVISTA SUL NAZISMO MAGICO
61 1.
Le fonti
1.1. «Mein Kampf»
(1925), 61
1.2. «Prima che Hitler
venisse» (1933), 79
1.3. «Mit brennender
Sorge» (1937), 89
1.4. «Sulle scogliere di marmo» (1939), 94
1.5. «Hitler mi ha detto» (1939), 105
1.6. «Diorama filosofico» (1939), 117
1.7. «La loro ora più bella» (1940), 123
1.8. «Diario» (1941), 135
145 2. Gli strumenti
2.1. L’allucinante impatto della meccanica quantistica, 145
2.2. La psicologia analitica (la Svizzera, Milano e Mussolini: segnali del destino), 160
173 3. Il background (Cromwell e Afrodite)
3.1. Il mondo delle origini: «Vecchia Europa» e ariani o indo-europei, 173
3.2. Il mondo moderno, 178
3.3. Il filone magico-sapienziale e l’angoscia di Carl Schmitt, 189
3.4. Il mondo moderno contro le streghe, 201
3.5. Dogmi laici, 208
3.6. La nazione come dogma laico, 219
3.7. Dogmi laici contro l’Europa, 225
3.8. Il marxismo contro il mondo delle origini, 230
3.9. «Sarò un moscone», 232
237 4. Le conclusioni
4.1. Il nazismo magico oggi, 237
4.2. New Age, 242
247 Bibliografia di Giorgio Galli, a cura di Luca Guzzetti
263 Indice dei nomi